C’è un dato che, forse più di altri, fotografa lo stato di salute di un partito e, soprattutto, il suo appeal tra gli elettori, che sono la linfa vitale per la sopravvivenza. Ebbene, il Pd, stando a quanto riferito da Pagella Politica, non è in ottima salute in tal senso, visto che si sarebbero pressoché azzerate le donazioni da parte delle aziende al partito a partire dal 2024. Una curiosa coincidenza temporale se si considera che dal marzo del 2023 il partito è guidato da Elly Schlein, che era arrivata annunciando l’eliminazione delle correnti e l’azzeramento del potere dei cacicchi e, invece, si trova ancora oggi, a distanza di 3 anni, a farci i conti. Anzi, da un certo punto di vista c’è stato anche un rafforzamento delle correnti e dei loro manovratori.Un rafforzamento che a tratti fa apparire Schlein avulsa dal suo partito, come se non ne avesse il controllo totale. Potrebbe essere questo il motivo per il quale le aziende hanno perso fiducia nel Pd? Impossibile da dire, le ragioni dietro il calo dei finanziamenti possono essere tantissime. Certo è che con l’arrivo di Schlein c’è stato un arretramento in tal senso, perché “il partito guidato da Schlein aveva beneficiato di diverse donazioni da parte di aziende, soprattutto del settore sanitario. Negli ultimi tre anni invece i finanziamenti di queste e altre realtà imprenditoriali sono scomparsi e il Pd riceve donazioni per lo più dai propri deputati, senatori e parlamentari europei, che sono chiamati a versare al partito un contributo di almeno 1.500 euro al mese”. Così spiega Pagella Politica l’andamento dei finanziamenti al Pd.Snocciolando i dati, facendo riferimento alle rendicontazioni ufficiali che i partiti devono presentare obbligatoriamente, emerge che fino al 31 luglio 2026 nelle casse del Pd sono arrivati poco più di un milione di euro, che è un dato lineare rispetto al 2025, quando da gennaio a dicembre sono entrati 2 milioni di euro. Cifra pressoché identica a quella denunciata nel 2024 ma inferiore ai 2,3 milioni del 2023 (anno in cui Schlein è arrivata alla segreteria) e, soprattutto, di molto inferiore ai 3,5 milioni rendicontati dal Partito democratico nel 2022, quando c’era Enrico Letta alla guida. Pagella politica è andata oltre e ha individuato nel 2026 11 contribuenti esterni al partito per una quota totale pari a 23.700 mila euro, che corrisponde al 2,3% di tutti i contributi. Nel 2022 il Pd aveva ricevuto 105mila euro dalle aziende.