Partiti 20 agosto 2026 Dal 2024 nessuna azienda fa più donazioni al partito guidato da Schlein, che riceve soldi soprattutto dai propri deputati, senatori e parlamentari europei ANSA/FABIO FRUSTACI «Siamo qui non per fare una nuova corrente né per tenerci quelle di prima ma per superarle con un’onda di partecipazione». Così la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein scriveva nella mozione da lei presentata a febbraio 2023 in vista del congresso del suo partito, che l’ha vista poi vincitrice. In quella mozione, Schlein puntava a cancellare, o quantomeno a indebolire, il potere delle cosiddette “correnti del PD”, ossia gli storici raggruppamenti interni in cui si suddividono gli esponenti del partito, a seconda delle diverse inclinazioni e opinioni politiche, che negli anni oltre a costituire una ricchezza dal punto di vista del dibattito interno hanno anche causato spaccature e crisi interne. Ebbene, in questi oltre tre anni in cui Schlein è alla guida del PD, diversi osservatori hanno fatto notare come le correnti del partito non siano state in realtà superate, tanto che negli ultimi mesi sono usciti diversi esponenti contrari alla linea della segretaria, tra cui la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, che ha fondato un proprio movimento politico, e la deputata Maria Anna Madia, passata a Italia Viva.