Guadagno di 3,6 milioni di euro in un solo anno: da Veltroni ad oggi nessuno ci era mai riuscito. Mandati a casa 28 dipendenti su 119 durante la sua segreteria
Elly Schlein ha pubblicato a giugno il migliore bilancio della storia del Partito Democratico, che nel 2025 ha raggiunto un utile record di 3.624.321 euro «dopo aver effettuato ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti per un importo di Euro 1.202.524». Nessuno dalla fondazione del Pd ha ottenuto un guadagno (nei bilanci dei partiti si chiama «avanzo di amministrazione») così alto. Un risultato ottenuto sia con l’aumento delle entrate (la maggiore parte sono pubbliche dal 2 per mille Irpef) che con una discreta sforbiciata delle spese, anche quelle di personale secondo la regola seguita da tutti i top manager.
Il Pd oggi è così ricco da rischiare di essere colpito da una patrimoniale
Complessivamente il Pd ha incassato nel 2025 13,658 milioni di euro. Il partito lasciato in eredità alla Schlein da Enrico Letta a inizio 2023 aveva entrate per 12,190 milioni di euro. L’aumento è stato di 1,468 milioni di euro. Nel 2022 per altro il bilancio del Pd si era chiuso con un avanzo di amministrazione (l’utile) di 572 mila euro. La Schlein ha migliorato quel risultato di 3,052 milioni di euro, con una crescita del 533%. Certo ora con tanta ricchezza il Pd ha un rischio: potrebbe essere colpito dalla patrimoniale invocata da gran parte del Campo largo. In ogni caso il grande miglioramento è tutto dovuto al 2 per mille Irpef, il sistema di finanziamento pubblico dei partiti in Italia che si basa sulle scelte dei contribuenti che indicano se e a chi dare quella quota delle proprie tasse al partito invece che all’erario. Nel 2022 il Pd incassava dal due per mille 7,346 milioni di euro, nel 2025 invece ha incamerato 10,57 milioni di euro. Cadute verticalmente invece le contribuzioni dei parlamentari, che nel 2022 sono ammontate a 3,59 milioni di euro e nel 2025 si sono fermate a 2,138 milioni di euro. C’è stato anche un taglio dei parlamentari parziale durante il 2022 che ha operato sull’intero 2025, ma non spiega tutto: gli eletti del Pd attuale hanno il braccino corto. Erano in 130 nella scorsa legislatura, ora sono 106 (-18%). I loro versamenti però sono scesi del 40,44%.









