Il record di durata, come segretario del Pd, ce lo ha ancora Matteo Renzi. Ma Elly Schlein, alla boa dei tre anni alla guida del principale partito del centrosinistra (si è insediata il 12 marzo 2023), può dire di aver già fatto meglio - in termini di tempo - di sei segretari che l’hanno preceduta: Walter Veltroni, che ha resistito 16 mesi, Dario Franceschini, in sella per 9 mesi, Guglielmo Epifani, 7 mesi, Maurizio Martina, 8 mesi, Nicola Zingaretti, 2 anni, e il suo immediato predecessore, Enrico Letta, rimasto in sella un anno e mezzo. Quanto agli obiettivi che la ribelle di “Occupy Pd” si era data all’inizio della sua imprevista scalata, alcuni li ha centrati, altri no, alcuni li ha cambiati in corsa, altri sono ancora lontani.
Partiamo dagli annunci di quel primo giorno da segretaria, quando alla Nuvola dell’Eur si insediò alla guida del Pd: voleva dare inizio a un nuovo corso («$ cambiato il clima», «Sarà una nuova primavera»), dare al Pd un’identità più radicale, più chiara, più di sinistra, aprirlo alla nuove generazioni, ai delusi di sinistra, «estirpare» i cacicchi, eliminare le correnti, creare una coalizione progressista. Il tesseramento, effettivamente, è cresciuto. E ha caratterizzato il Pd su alcune battaglie sociali e civili più chiaramente di sinistra: salario minimo, sanità, diritti civili.






