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Una gestione assai particolare quella del patrimonio immobiliare del Pd, ovvero ex Pds-Ds-Pci, che negli anni ha visto via via non solo depauperare i beni ma entrate in un ginepraio di associazioni e fondazioni finite praticamente tutte con i bilanci in rosso. E già, perché mentre nei palazzi si chiedeva la patrimoniale (argomento tornato in auge proprio in questi giorni), l’aumento delle tasse sulle case e tutto quanto riuscisse a tartassare il cittadino «comune», il partito godeva di un patrimonio plurimilionario, trasferito poi in fondazioni e associazioni create ad hoc con tanto trattamento fiscale agevolato. Ma questa è un’altra storia. Quello che colpisce, oggi, è che il Pd torna a battere cassa di fatto per ricomprare le sedi affidate a quelle stesse fondazioni alle quali il Nazareno pagava l’affitto. Insomma, un «affarone» verrebbe da ironizzare. Ma al cuore non si comanda e allora almeno su alcune sedi storiche il partito sembra determinato a tornare alla piena proprietà.
È il caso del circolo Pd di Ponte Milvio, per il quale ieri è stata organizzata una cena di raccolta fondi con il sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, la segretaria del Pd, Elly Schlein, il tesoriere del partito, Michele Farina, i segretari regionali e comunali del partito e, come risulta dalla lista degli invitati, una folta schiera di parlamentari. Nonché la famiglia Berlinguer. Il circolo di Ponte Milvio infatti non è un circolo qualsiasi. A questa «sezione»- come si chiamava all’epoca - era infatti iscritto Enrico Berlinguer. Un richiamo al cuore dunque al quale non si può rinunciare. Del resto la storia merita. Un po’ come il film «Peppone e don Camillo», la prima sezione del Pci di Ponte Milvio fu aperta nel 1948 al piano terra di Palazzo Brasini, dal nome dell’architetto fascista che progettò e realizzò l’immobile dove viveva al primo piano.







