di Paola Natalisabato 22 agosto 20263' di letturaParmigiano Reggiano o Grana Padano: quale dei due è migliore dal punto di vista nutrizionale? Una domanda che divide spesso gli appassionati di formaggio, ma sulla quale la risposta è meno netta di quanto si possa pensare.Entrambi sono formaggi DOP ad alta densità nutrizionale e, sul piano dei valori, presentano differenze piuttosto contenute. A fare chiarezza è il nutrizionista e biologo Fabio Gregu, che sottolinea come la scelta dipenda non soltanto dai numeri riportati in etichetta, ma anche dalla qualità della materia prima e dal disciplinare di produzione. «Personalmente preferisco il Parmigiano Reggiano per il disciplinare produttivo: utilizza latte, sale e caglio, vieta gli insilati nell’alimentazione delle bovine e non ammette l’impiego di lisozima», spiega Gregu.Una preferenza che, precisa, «è soprattutto legata a filiera, materia prima e qualità organolettica, più che a una netta superiorità nutrizionale». Sul fronte dei nutrienti, infatti, la distanza tra i due formaggi è minima. Il Grana Padano fornisce circa 33 grammi di proteine e 1.165 milligrammi di calcio per 100 grammi, mentre il Parmigiano Reggiano ne contiene circa 32,4 grammi e 1.155 milligrammi. Entrambi sono inoltre fonti importanti di fosforo, zinco e vitamina B12 e contengono proteine ad alto valore biologico. «I valori sono quasi sovrapponibili», conferma Gregu. «Differenze così ridotte non hanno un reale significato nella dieta quotidiana». In altre parole, scegliere l’uno o l’altro non cambia sostanzialmente l’apporto nutrizionale complessivo, soprattutto considerando le quantità normalmente consumate. Un discorso simile vale per grassi e sale. Il Grana Padano risulta mediamente appena più basso: circa 1,5 grammi di sale e 29 grammi di grassi per 100 grammi, contro 1,6 e 29,7 del Parmigiano Reggiano. Anche in questo caso, però, la differenza è troppo piccola per determinare da sola la scelta.