di
Lorenzo Nicolao
Su questo attrezzo nessun azzurro aveva fatto bene quanto lui, che aveva esordito a livello europeo solo lo scorso anno a Lipsia
In finale ha mantenuto la concentrazione nonostante un’attesa di quasi trenta minuti, a causa di un prolungato problema tecnico dovuto al maltempo, che ha compromesso l'impianto e il sistema di gestione dei punteggi dell'Arena Zagreb. Agli Europei di ginnastica artistica a Zagabria Gabriele Targhetta non si è però lasciato distrarre e ha conquistato la medaglia d’oro con 15.133 punti, diventando il primo italiano a vincere il titolo continentale al cavallo con maniglie. Il punteggio è arrivato grazie a una difficoltà da 5.900 e, soprattutto, a un'esecuzione da 9.233. Non scontata, dal momento che il ginnasta ha dovuto rivestirsi, sedersi e aspettare, provando a conservare la temperatura muscolare e la condizione mentale migliore.
Nelle qualificazioni aveva ottenuto 15.200, miglior punteggio della sua carriera e migliore prestazione assoluta al cavallo. Su questo attrezzo nessun azzurro aveva fatto bene quanto lui, che aveva esordito a livello europeo solo lo scorso anno a Lipsia (terzo gradino del podio, sempre agli Europei). A Cottbus, sempre in Germania, aveva vinto una tappa della Coppa del Mondo, ma è con questo successo che migliora l’argento conquistato da Alberto Busnari nel 2004. Un’impresa storica davanti ai due favoriti rivali armeni: il campione uscente Hamlet Manukyan, secondo con il punteggio di 15.000 e Mamikon Khachatryan, terzo con 14.900. A vent'anni l’azzurro aveva già anche un elemento nel Codice dei punteggi, che porta il suo nome, ma è la medaglia d’oro appena conquistata a consacrare il suo legame con il cavallo con maniglie. «Fortunatamente sono molto tranquillo di carattere - ha affermato a caldo Targhetta poco dopo la finale -. In genere non mi faccio sopraffare dalla pressione. È stato difficile aspettare, ma sono riuscito a mantenere la calma. L’importante è replicare in gara quel che si fa in palestra. Per questo negli allenamenti cerco sempre la perfezione. Sono comunque molto sorpreso da quanto accaduto oggi. Lavoro tantissimo, ma i traguardi raggiunti mi sorprendono sempre, anche se penso di poter fare ancora meglio».






