Nessun azzurro aveva mai fatto bene quanto lui, protagonista di un’esecuzione così vicina alla perfezione da far sembrare volteggiare sull’attrezzo un’impresa semplice. Gabriele Targhetta, vent’anni, è il primo ginnasta italiano a vincere l’oro degli Europei nel cavallo con maniglie, da sempre considerata la disciplina più difficile e impegnativa della ginnastica artistica maschile per cui servono forza, equilibrio, precisione e movimenti del corpo per alcuni aspetti addirittura in contrasto con quelli di anelli e volteggio. Mai prima d’ora un ginnasta italiano si era così distinto sul cavallo a maniglie, storicamente dominato dalle scuole cinesi e giapponesi e occasionalmente conquistato da atleti straordinari come Max Whitlock. «È tutta una questione di equilibrio, e ti deve piacere. Ci sono molti ginnasti per cui non è così – aveva spiegato l’atleta britannico dopo la sua medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Londra del 2012 -. Mi sono sempre allenato il doppio sul cavallo rispetto agli altri attrezzi. Se una cosa ti piace, la fai di più. E migliori».

Gabriele Targhetta

A Zagabria Targhetta, nato a Monza e allenato da Gianmatteo Centazzo alla Spes Mestre, è riuscito nell’impresa di sfiorare il 10 d’esecuzione con un 9.233, difficoltà da 5.900. Una medaglia d’oro da 15.133 punti davanti ai due favoriti rivali armeni, altra scuola tradizionalmente vincente: il campione uscente Hamlet Manukyan, 15.000 punti e Mamikon Khachatryan, terzo con 14.900.