Cadere, sbagliare e avere la forza di ripartire. Per Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, la crescita personale passa anche dalla capacità di affrontare l'incertezza, accettare gli errori e ricominciare. Una riflessione che riguarda soprattutto i giovani e un modello educativo sempre più orientato alla sicurezza, alla comodità e alla ricerca di risultati immediati.

In una società nella quale efficienza e produttività sono diventate valori centrali, secondo la riflessione di Crepet il rischio è che le nuove generazioni cerchino soprattutto certezze e risultati da raggiungere velocemente, rinunciando alla fatica, alla scoperta e alla possibilità di mettersi realmente alla prova.

Il punto di partenza è un'idea precisa: la vita non dovrebbe essere circoscritta a ciò che già conosciamo. «La vita è l'opposto del “chilometro zero”», sostiene Crepet, invitando i ragazzi a misurare la propria esperienza attraverso le persone conosciute, le situazioni vissute, i luoghi visitati, le discussioni affrontate e le novità scoperte.

Alla base deve esserci la volontà di desiderare e progettare qualcosa autonomamente, senza limitarsi a seguire percorsi già stabiliti o le aspettative degli altri.

Il rischio della bonaccia esistenziale