Il cambiamento climatico sta facendo qualcosa di più profondo e inquietante che alzare la temperatura del pianeta: sta anche cambiando il comportamento degli animali selvatici. Il caldo estremo non sta soltanto uccidendo gli individui più fragili o mettendo a rischio habitat già minacciati di tutto il globo. Gli scienziati stanno osservando una trasformazione silenziosa: animali che diventano più aggressivi, specie diurne che spostano la propria attività verso la notte per sfuggire al calore, uccelli che cantano meno perché comunicare diventa un costo energetico, genitori che fanno più fatica a prendersi cura dei piccoli. E il problema non è soltanto ciò che accade durante un'estate rovente. Nel mondo animale, il cambiamento di un comportamento ha sempre conseguenze a lungo termine.
Carolina Baruzzi
Quando il caldo sconvolge gli animali
Il primo segnale è un animale che smette di mangiare. È accaduto a Tokyo, dove tre leoni dello zoo sono morti dopo aver perso l'appetito a causa del caldo estremo. Anche i cammelli, animali simbolo della resistenza al caldo, stanno mostrando i limiti dell'adattamento in Etiopia. Il problema non è soltanto la temperatura, ma la combinazione tra calore estremo, siccità prolungata e diminuzione delle risorse. Nel Parco nazionale di Katmai, in Alaska, il riscaldamento sta modificando il paesaggio: il disgelo del permafrost altera il terreno e gli ecosistemi. Ed è qui che le orse hanno iniziato ad attaccare ed uccidere i cuccioli delle “rivali di fiume”. Altro segnale inquietante arriva dalle scimmie cappuccine: durante periodi di caldo estremo sono stati osservati casi di abbandono dei piccoli da parte delle madri. La cura della prole richiede energia e risorse e, quando l'ambiente diventa troppo difficile, la sopravvivenza della madre può entrare in conflitto con quella dei cuccioli. Questi sono gli esempi più emblematici, ma sta accadendo anche in Italia: qui gli animali stanno modificando i ritmi circadiani e diventando più aggressivi. E i cambiamenti più marcati si osservano soprattutto in montagna, dove l'aumento delle temperature sta alterando ritmi e disponibilità delle risorse.






