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È forte l’apprensione negli ospedali per le aggressioni al personale sanitario: quanto accaduto giorni fa a Tropea conferma come il fenomeno rimanga preoccupante, nonostante i numerosi dibattiti e tavoli convocati. A gennaio scorso la questione era stata portata in Prefettura, con l’allora Commissione antimafia alla guida dell’Azienda sanitaria provinciale che aveva presentato al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica un piano da 3 milioni di euro per aumentare sicurezza e vigilanza interna ai nosocomi; ancor prima, nell’aprile 2024, si era tenuto un altro vertice per raffreddare lo stato di agitazione del personale sanitario, dal quale era scaturito un corposo elenco di misure da attuare.
Ma, ad oggi, poco o nulla è cambiato. La preoccupazione maggiore riguarda i Pronto soccorso, front-office di ogni ospedale. Dallo Jazzolino il personale delinea un quadro nel quale il problema è al contempo strutturale e culturale: presidi sanitari e comportamenti sociali devono entrambi crescere.
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