Dario Bernardi, sindaco di Portomaggiore Abbiamo sempre discusso i problemi dell’immigrazione, nessuno di noi, me in primis, li ha negati»Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"Intervengo come responsabile dell’ordine pubblico di questo paese oltre che come sindaco e rappresentante di questa comunità che mi sta a cuore più di qualsiasi altra cosa", così si pronuncia, nella seduta del consiglio comunale dell’altra sera, Dario Bernardi, sindaco di Portomaggiore.
"Premetto a scanso di ogni equivoco, che ogni forma di violenza, fosse anche di reazione, va condannata senza se e senza ma. Non c’è cittadinanza o colore politico o della pelle che possa modificare questa mia convinzione. Mi sono sentito in questi giorni con i carabinieri che stanno svolgendo le indagini. Su quei fatti, ci sono almeno due cose che sono irricevibili. La prima e più importante. A partire da quella colluttazione, è stata costruita da alcuni una propaganda che infiamma lo scontro culturale e religioso, e incendia una comunità e il suo vivere comune, cose che mi premono e vengono prima di qualsiasi altra. A questa data ci sono numerosi elementi emersi nelle ore e nei giorni successivi tali per cui il collegamento di quell’episodio a qualunque motivazione di scontro culturale o religioso risulta via via sempre più debole e privo di fondamento. Allora mi chiedo, in questa incertezza sui fatti e a indagini in corso, quale sia il senso di affidarsi in toto alle conclusioni del tribunale di Facebook, che emette le sue sentenze dopo poche ore, e ha come unico scopo quello di minare alle fondamenta il nostro vivere comune basato sulla costituzione. La seconda cosa irricevibile è che qualcuno arrivi ad assegnare a me come sindaco o all’amministrazione la responsabilità della deprecabile colluttazione che è avvenuta, che ripeto condanno, con toni, espressioni di odio gratuite e irripetibili. Dei giudizi sulla mia persona non mi interessa nulla, ormai siamo abituati, ma siamo arrivati a un punto assurdo: il sindaco non può essere il capro espiatorio di tutto, anche di un fatto di cronaca, a meno che non ci sia dietro un preciso disegno politico. Lo accetto, è la democrazia: ma fino ad un certo limite. Abbiamo sempre discusso i problemi relativi all’immigrazione in quest’aula, nessuno di noi, me in primis, li ha negati, e sono sempre stati affrontati. Faccio un appello sulla necessità di respingere categoricamente la possibilità che da una ricostruzione incompleta e parziale di un fatto di cronaca si sviluppi una narrazione che incendia lo scontro culturale e religioso o peggio istighi all’odio. Questo è pericoloso e ne va dell’ordine pubblico. Convocare una manifestazione con lo scopo di alzare la tensione sui temi culturali e religiosi, parlando di islamizzazione, a partire da un episodio che con questi temi con ogni probabilità non ha nulla a che fare, è assurdo e controproducente. L’ordine pubblico e la pace sociale valgono più di qualche voto".







