HomeMilanoCronacaScavi e cantieri fermi. L’ultimatum al Comune da imprese e famiglie: "Inerzia inaccettabile"I 150 progetti in attesa del via libera e le ferite aperte nei quartieri. Il Tar ipotizza un commissario. "Noi senza risposte da 3 anni, siamo stanchi".I 150 progetti in attesa del via libera e le ferite aperte nei quartieri. Il Tar ipotizza un commissario. "Noi senza risposte da 3 anni, siamo stanchi".Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguicidi Andrea Gianni

L’effetto visibile sono ferite aperte nei quartieri di Milano, cantieri mai partiti e terreni che, anche dopo demolizioni e bonifiche, restano abbandonati alla vegetazione. Grandi progetti con centinaia di appartamenti o più piccole operazioni di sviluppo immobiliare che restano "ostaggio" degli uffici comunali, al centro di un’odissea per ottenere il via libera tra costi che si impennano e attese infinite per i futuri acquirenti. "Lo scorso 11 agosto abbiamo scritto una lettera agli assessori Anna Scavuzzo e Arianna Censi chiedendo un incontro urgente, anche con i direttori generali dell’Urbanistica e della Mobilità, perché la situazione sta diventando insostenibile", spiega Alessandro Maggioni, presidente del Consorzio Cooperative Lavoratori (Ccl), colosso milanese che porta avanti progetti con il modello cooperativo: Ccl conta 385 appartamenti bloccati, oltre a una settantina di altri alloggi destinati all’affitto, spalmati su cinque operazioni immobiliari in diverse zone di Milano. Al centro della lettera un progetto in zona Certosa, portato avanti con la cooperativa Libera Unione Mutualistica, che da tre anni attende il permesso di costruire. Le bonifiche sono state completate, e l’area appare come un grande scavo in attesa di essere edificato.