Poche stanze libere in città. Era più semplice trovare camere disponibili nella settimana che portava al Ferragosto. L’attesa per la visita di Papa Leone oggi a Rimini la si può vedere anche dalle percentuali di riempimento delle strutture ricettive. "L’intera città deve essere orgogliosa per la visita del Papa – premette Patrizia Rinaldis, presidente di Federalberghi – È un riconoscimento molto importante e una testimonianza di una unità della città da non sottovalutare. Se da una parte la visita del Pontefice ’fuoriesce’ dall’idea del turismo estivo e balneare, dall’altra credo sia la prova di come l’intera città nella sua interezza, senza distinzione tra turismo estivo e vita cittadina, sia capace di organizzare e gestire un evento di ampia portata che non accadeva da oltre 40 anni".

Era il 1982 quando giunse a Rimini Papa Wojtyla. Anche allora il Pontefice arrivò al Meeting, che si svolgeva per la terza volta nella storia. Le immagini del Papa davanti all’Arco d’Augusto sono rimaste impresse nella memoria collettiva dei riminesi. Ed è quello che accadrà anche oggi, con gli smartphone in mano a strappare un attimo di un momento storico. Non lo faranno solo i riminesi, ma tutti quei turisti che da mesi hanno prenotato negli hotel per vedere il Pontefice al Meeting, e di quelli arrivati anche dall’estero che – negli ultimi giorni – hanno chiesto nelle parrocchie i pass per la messa sulla spiaggia libera al porto. Saranno in tanti visto che "l’occupazione nelle strutture ricettive è superiore al 95%", sottolinea Antonio Carasso, presidente di Promozione alberghiera. Siamo sulle stesse percentuali del Ferragosto, stando ai rilevamenti fatti da Visit Rimini attraverso la piattaforma H-Benchmark.