"Papà era un uomo buono, un padre buono. Ci ha trasmesso valori forti: il rispetto per gli altri, il senso del lavoro, la famiglia, la carità fatta senza mettersi in mostra".
È commossa Lucia Montanari nel ricordare il padre Paolo, spentosi ieri a 85 anni nella sua casa di Reggio, circondato dalla moglie, dai figli e dagli affetti più cari. Con il fratello Leonida e con Corrado e Giordano Gruzza aveva rappresentato la seconda generazione della Montanari & Gruzza, raccogliendo il testimone dei fondatori Arturo Montanari e Arnaldo Gruzza che commercializzavano Parmigiano Reggiano, e contribuendo alla crescita di quella che oggi è una delle più importanti realtà reggiane dell’agroalimentare, specializzata in particolare nella produzione di burro e nella lavorazione e commercializzazione di formaggi.
Un’azienda – oggi con sede a Gaida – con oltre cento collaboratori, una rete di circa 150 caseifici e un fatturato che nel 2024 ha raggiunto circa 162 milioni di euro.
Paolo Montanari era cresciuto nel quartiere dell’Ospizio, dove ha continuato a vivere per tutta la vita. Proprio lì, a 14 anni, aveva conosciuto Paola, di un anno più giovane, che sarebbe poi diventata sua moglie e la compagna di una vita. Entrambi laureati in Economia e Commercio, Paolo aveva cominciato la propria carriera lavorando in banca. Poi, quando il padre iniziò gradualmente a lasciare le redini dell’attività di Sant’Ilario, fu il fratello Leonida a convincerlo a entrare in azienda.






