VENEZIA - «In quei momenti? Il pensiero corre a casa, ai propri familiari, e alla sicurezza dell’uno e dell’altra. Adesso dobbiamo pensare solo a stare un po’ tranquilli, con i nostri cari. Prima di affrontare una nuova salita preferiamo aspettare, poi ricominceremo da cose un po’ più semplici rispetto all’ultima». Silvia Furlanetto, 28enne di Burano, ha la voce rotta nel ricordare gli attimi di angoscia vissuti mercoledì assieme al suo compagno di cordata e amico Paolo Molin, 53 anni, anche lui buranello. Lei co-titolare del bar pasticceria e gelateria “Ninfea”, lui alla guida del ristorante pizzeria “Al campiello del principe”, entrambi nell’isola veneziana del merletto, hanno affrontato la salita al Campanile di Val Montanaia, nel territorio di Cimolais in Friuli Venezia Giulia, riuscendo a raggiungere la vetta senza alcun problema. Le criticità si sono verificate al momento della discesa, tanto da essersi rivelato necessario l’intervento del Soccorso alpino, che ha tratto i due in salvo dopo che Molin è rimasto appeso nel vuoto per un’ora e mezza circa. Le operazioni, però, si sono concluse solo nella notte tra mercoledì e giovedì, facendo tornare il sorriso alla coppia di esperti alpinisti, che mai potrà dimenticare la disavventura.
Alpinisti bloccati in parete, 53enne sospeso nel vuoto. Il salvataggio nella notte: «Conosce bene quella discesa, ma è sparito il punto di sosta»
VENEZIA - «In quei momenti? Il pensiero corre a casa, ai propri familiari, e alla sicurezza dell’uno e dell’altra. Adesso dobbiamo pensare solo a stare un po’ tranquilli,...











