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Redazione Venezia
Errore in fase di discesa, l’operazione del soccorso alpino sulla cima cara a Mauro Corona. A sera i soccorritori hanno raggiunto l'uomo e la moglie
Una scalata rocambolesca e un salvataggio a dir poco da film. Mercoledì notte, sul Campanile di Val Montanaia nelle Dolomiti friulane, un 53enne veneziano, assieme a una donna, è stato protagonista della disavventura, poi conclusasi a lieto fine, durante le fasi di discesa in corda doppia dalla celebre cima cara allo scrittore Mauro Corona. I due hanno infatti sbagliato la linea di calata a partire dal grande ballatoio, spostandosi troppo a ovest.L’uomo dopo circa 50 metri è rimasto bloccato a mezz’aria. Una situazione anche a rischio clinico per la «sindrome da sospensione inerte», dato che la lunga immobilità della persona imbragata rischia di compromettere la circolazione sanguigna. Per fortuna alcune persone alla base dell’obelisco hanno notato le difficoltà e si sono precipitate al rifugio Pordenone, distante a piedi circa due ore e mezza, per allertare la Sala operativa regionale emergenza sanitaria.
Le operazioni di soccorsoLa macchina dei soccorsi si è mossa subito, mobilitando la stazione Valcellina del Soccorso alpino, l’elisoccorso regionale e un’ambulanza. Le operazioni di recupero non sono state per nulla semplici. L’elicottero ha infatti dovuto rinunciare all’impiego del verricello a causa della fitta nebbia e della scarsa visibilità. Il forte vento generato dalle pale rischiava poi di smuovere pericolosamente sassi, mettendo a repentaglio l’incolumità dell’alpinista bloccato e del tecnico del soccorso. I soccorritori hanno dunque cambiato strategia: sono risaliti portando con sé più corde da 200 metri, affrontando la montagna dal versante est per sbarcare tre operatori in quota.










