Le operazioni di recupero si sono scontrate con una "mission impossible", con ostacoli proibitivi. L'elicottero sanitario, giunto sulla cima dolomitica, ha dovuto rinunciare all'impiego del verricello a causa della fitta nebbia e della scarsa visibilità sul ballatoio. Il forte vento generato dalle pale rischiava poi di smuovere pericolosamente sassi, mettendo a repentaglio l'incolumità dell'alpinista bloccato e del tecnico del soccorso. Rientrato l'elicottero al campo base dell'aviosuperficie di Pinedo, la strategia è mutata: i soccorritori sono risaliti portando con sé più corde da 200 metri, affrontando la montagna dal versante est per sbarcare tre operatori in quota. A sera, con una fitta oscurità, la squadra ha raggiunto il ballatoio anulare, dove la compagna di cordata dell'alpinista appeso era rimasta in attesa. Qui, un soccorritore è riuscito a calarsi lungo la corda, ha raggiunto l'uomo, agganciandolo, ha tagliato le sue corde e infine lo ha condotto alla base dell'obelisco. Pur provato e immerso nel buio, l'alpinista è rimasto lucido evitando conseguenze peggiori. L'operazione, cominciata alle 18:50, come ha precisato il Cnsas Fvg, si è conclusa all'1 di notte.
Friuli, alpinista sospeso nel vuoto per ore: salvataggio da film
Sulle dolomiti friulane. Due tentativi nel buio della notte prima di portarlo alla base











