AURONZO (BELLUNO) - Le pale dell'elisoccorso che squarciano il silenzio della notte, un verricello calato nel vuoto per 20 metri e la precisione millimetrica di un team altamente specializzato. Si è consumato così, intorno alle 3 della scorsa notte, un drammatico e complesso salvataggio sulla via normale della Cima Ovest di Lavaredo, dove un alpinista sloveno è stato tratto in salvo in condizioni di estrema difficoltà.
L'allarme è scattato quando lo scalatore, colto dal buio, dal freddo e da una fatica totalizzante, si è reso conto di non avere più le forze per proseguire, né per scendere. Bloccato sulla parete di una montagna che sembrava infinita, disidratato e ormai incapace di concludere il percorso intrapreso, l'uomo ha chiesto aiuto, attivando la macchina dei soccorsi. Orientarsi nel buio pesto, individuare con precisione la sagoma della persona tra le rocce e operare in totale sicurezza richiede competenze fuori dal comune. A compiere l'impresa è stato l'elisoccorso di Treviso, attualmente l'unico velivolo regionale abilitato a effettuare recuperi notturni in ambienti ostili mediante l'uso del verricello. I tecnici di bordo hanno calato il cavo per 20 metri sulla parete impervia, agganciando l'alpinista e portandolo a bordo in pochissimi minuti. Una volta a terra, l'uomo è stato subito affidato alle cure degli uomini del soccorso alpino, pronti a prestargli la prima assistenza medica. A livello sanitario l'alpinista stava bene, non era ferito, ma si trovava comunque in una situazione di estrema difficoltà per cui non riusciva a proseguire. Da verificare se l'ascesa sia iniziata la sera, senza tenere conto degli eventuali rischi. Per questo sono in corso le valutazioni del caso per capire se all'alpinista verrà addebitato il costo dell'intervento dell'elicottero: il soccorso alpino invierà una relazione tecnica all'Ulss che deciderà nel merito. Se si propendesse per il pagamento, la cifra potrebbe essere davvero elevata.Massimo coordinamento L'Ulss 2 Marca trevigiana, sottolineando l'importanza dell'operazione, ricorda come interventi del genere siano possibili solo grazie a un sistema di soccorso straordinariamente coordinato e dotato di tecnologie specifiche. Per chi si è trovato bloccato nel freddo e nell'angoscia di quella parete verticale, quella luce comparsa improvvisamente nel cielo ha fatto, a tutti gli effetti, la differenza. Da circa un mese è scattata la sinergia con l'Ulss 1 Dolomiti e proprio il 26 maggio c'è stato il primo intervento in parete in notturna di Leone, intervenuto in un'operazione straordinaria ad alta quota, sulla Torre Grande a Cortina d'Ampezzo, dove l'elisoccorso del Suem 118 ha completato con successo il suo primo salvataggio notturno direttamente in parete, salvando due giovani alpinisti tedeschi bloccati nel vuoto.







