L’estate politica di San Miniato non va in vacanza: mentre il caldo svuota ancora le piazze, le dimissioni di Vincenzo Mastroianni continuano a far discutere e già si guarda al prossimo consiglio comunale. Il consigliere Dem, protagonista della sfida interna che nel 2024 portò il sindaco Giglioli alle primarie, deve essere sostituito. A raccogliere il testimone dovrebbe essere Alessio Fioravanti, primo dei non eletti nella lista del Pd alle ultime elezioni amministrative. Fioravanti è figlio di Rutilio, storico consigliere comunale del Pci, ed è una figura molto conosciuta sul territorio. Prima dell’ingresso ufficiale in consiglio, però, sarà necessario completare l’iter previsto. Fioravanti dovrà innanzitutto accettare l’incarico e, successivamente, arrivare alla convalida e alla nomina in consiglio comunale. La prima seduta utile dovrebbe essere convocata entro la metà di settembre.

Ma il passaggio di consegne non è soltanto una questione tecnica. Le dimissioni di Mastroianni rappresentano infatti un dato politico di peso, soprattutto per il ruolo ricoperto all’interno del Pd di San Miniato. Per il Partito democratico sarà dunque il momento di interrogarsi sulle ragioni di una scelta destinata a lasciare traccia. La vicenda Mastroianni potrebbe diventare così uno dei primi dossier politici sulla scrivania del Pd alla ripresa dell’attività amministrativa. Perché c’è da capire cosa abbia portato un consigliere Dem di primo piano a compiere un passo indietro, e quali conseguenze quella scelta potrà avere nei rapporti fra partito e amministrazione. Specie alla luce di un cambio di passo del partito avvenuto con l’elezione a segretaria di Tamara Santini.