Seduto alla scrivania nella stanza del primo cittadino al municipio di piazza Annunziata, con alle spalle la foto del presidente Mattarella e il crocifisso e la fascia tricolore a tracolla, Pasquale Marrandino affida a un video pubblicato sulle sue pagine social la scelta delle dimissioni da sindaco di Castel Volturno. «La mia carriera politica finisce qui - dice con la voce rotta dall’emozione -. In questi due anni e mezzo mi sono dedicato interamente, ventiquattro ore al giorno, sette giorni su sette, all’amministrazione di questa città, che amo profondamente. Poi sono arrivate accuse infamanti da parte di oppositori politici che hanno fatto aprire le inchieste giudiziarie. Adesso è il momento in cui mi devo difendere: è arrivato il momento di anteporre l’interesse della mia famiglia a tutto il resto».
Poi si alza, si sfila la fascia, la bacia, la lascia sulla scrivania e abbandona la scena. Le notizie sulle dimissioni dell’ormai ex sindaco si rincorrevano già dalle prime ore della giornata, dopo la richiesta di arresto arrivata la sera prima da parte dei pm della Procura di Santa Maria che indagano sul suo conto da sette mesi. La decisione spetta ora al gip, che lo interrogherà il 30 luglio. Nel pomeriggio di ieri Marrandino ha poi sciolto le riserve, presentando le dimissioni insieme alla sua giunta e a tutti i consiglieri di maggioranza, rendendo così impossibile dal punto di vista tecnico qualsiasi eventuale ripensamento. Sindaco di Castel Volturno si dimette con maggioranza dopo richiesta arrestoDa ieri sera le sorti della complicata città domiziana sono nelle mani del palazzo di governo di Caserta: probabilmente già nella giornata di oggi la prefetta Volpe nominerà un commissario che guiderà Castel Volturno nei prossimi mesi, fino al primo turno elettorale disponibile, previsto con ogni probabilità per la primavera del 2027. «Sono finito in un tritacarne – aggiunge il sindaco nel video – ma sono certo che riuscirò a dimostrare alla magistratura, nella quale conservo piena fiducia, l'infondatezza di ogni addebito che mi viene mosso. Le dimissioni sono però indispensabili perché devo anteporre a ogni cosa la tranquillità della mia famiglia», ricordando anche la recente nascita del suo secondo figlio. Ma quali sono le inchieste che vedono coinvolto l’ex primo cittadino, diventato popolare sui social proprio per le sue battaglie sull’igiene urbana? La prima risale a dicembre e lo vede indagato per corruzione, insieme a un tecnico esterno incaricato del controllo sulla ditta dei rifiuti. A gennaio è arrivata la seconda indagine con l'accusa di voto di scambio, in cui risulta coinvolto anche l’ex consigliere regionale Zannini, suo sponsor politico alle elezioni amministrative, vinte nel giugno 2024. Il terzo e il quarto filone d’inchiesta sono emersi poche settimane dopo e riguardano ipotesi di corruzione e turbativa d'asta che vedrebbero coinvolti imprenditori legati all'amministrazione, oltre a presunti episodi di corruzione nella gestione dei rifiuti risalenti a quando Marrandino ricopriva la carica di assessore all’Ecologia nell’amministrazione Petrella. «Me ne vado per recuperare serenità, con la consapevolezza di aver dato il massimo», conclude.






