Riavvolgere il nastro di dieci anni, fino a quel punto in cui è cambiato tutto, per scoprire che quelle canzoni hanno ancora molto da dire. È con questo spirito che Motta torna a Cesena, lunedì sera, per Quartolato Festival: una rassegna che il cantautore pisano, oggi trapiantato a Roma, ha visto nascere, essendo stato ospite della prima edizione nel 2021. Sul palco della Rocca Malatestiana porta il concerto dedicato al decennale de ‘La fine dei vent’anni’, l’album del debutto solista che nel 2016 gli valse la Targa Tenco come miglior opera prima. Lo suonerà integralmente, accompagnato da una band d’eccezione formata da Roberta Sammarelli (ex Verdena) al basso, Giorgio Maria Condemi alla chitarra, Francesco Chimenti alle tastiere e violoncello e Cesare Petulicchio alla batteria.

Ma a Cesena riavvolgere il nastro significa andare ancora più indietro, perché il legame di Motta con la città affonda le radici nella seconda metà degli anni Duemila, quando suonava con i Criminal Jokers, la band degli esordi. "Ci esibivamo nei piccoli club cittadini, perfino in strada", ricorda.

Cesena, una vecchia amica? "È proprio così. Quando ho iniziato con i Criminal Jokers suonavo paradossalmente più nel Cesenate che a Pisa. Ricordo tanti bei concerti al Nero su Bianco, all’Officina 49, l’amicizia con Libero Cola (direttore artistico di Quartolato, ndr), e poi le serate con Luigi Bertaccini e Alex Monogawa per Across The Movies al cinema Eliseo. Sono persone a cui voglio molto bene: le prime volte che arrivavo in città non avevo neanche la patente, loro mi venivano a prendere in stazione".