HomeBresciaCronacaDisastro Valle Camonica. Il ponte di Rino è sparito. In cento restano tetto. L’Oglio rompe gli arginiNel Bresciano la furia dell’acqua ha creato un paesaggio di devastazione. Le ruspe dei vigili del fuoco si muovono ininterrottamente per porre rimedio. .Nel Bresciano la furia dell’acqua ha creato un paesaggio di devastazione. Le ruspe dei vigili del fuoco si muovono ininterrottamente per porre rimedio. .Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciLe immagini scattate dall’elicottero dei vigili del fuoco in volo sulla Valle Camonica rendono conto di una desolante devastazione. Frane, detriti, acqua limacciosa e scura che ha invaso strade e centri abitati, un ponte crollato, una frazione isolata. Più che un nubifragio è stata un’alluvione quella che si è abbattuta sulla valle bresciana, territorio fragile da sempre e ora, con l’emergenza climatica, più che mai a rischio. Ieri la situazione, in graduale miglioramento, ha lasciato spazio alla conta dei molti danni e ai grandi disagi per la circolazione e per le comunicazioni in generale, proprio quando si registrano i rientri dei turisti.

A Ponte di Legno in mattinata un fulmine ha colpito una centralina dell’impianto di risalita tra Ponte e Tonale scatenando il panico tra gli otto utenti a bordo. La funivia è stata fermata, le persone tratte in salvo – una ha accusato un lieve malore per lo spavento – mentre è stato imposto lo stop all’impianto fino al ripristino della sicurezza. La pioggia, caduta incessantemente tra mercoledì sera e le prime ore di ieri, in questa parte della provincia ha gonfiato fiumi e torrenti e generato frane. L’intera Val Rabbia ha ceduto. Massi e fango hanno coperto la Statale 42, ora aperta a senso unico alternato. I territori più colpiti sono quelli tra Sonico e Malonno. Nella frazione di Rino di Sonico lè crollato un ponte sul torrente Rabbia. Il ponte era già stato chiuso a scopo precauzionale e non si registrano feriti, ma 57 abitanti sono stati evacuati, e tuttora sono fuori casa: hanno trovato collocazione da parenti, nell’ex scuola elementare e nella sala polifunzionale di Sonico).