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Il risiko bancario è in pieno svolgimento, ma Pietro Giuliani guarda già oltre. Il fondatore e presidente di Azimut ritiene che, una volta conclusa la stagione delle aggregazioni, sarà inevitabile affrontare il tema della creazione di un grande polo italiano del risparmio gestito. E, in questa intervista a ClassCNBC, lancia un messaggio chiaro: Azimut è pronta a mettersi a disposizione con le proprie competenze, senza chiedere il controllo né la governance.
Domanda. Giuliani, è una estate torrida per le banche. Le operazioni in cantiere potrebbero ridisegnare gli equilibri della finanza italiana. Che ruolo vuole giocare Azimut?
Risposta. Quando questa stagione sarà terminata nasceranno nuovi equilibri. A quel punto bisognerà fare scelte industriali e credo che, se si vorrà costruire un vero polo italiano del risparmio gestito, sarà difficile immaginarlo senza Azimut. Oggi siamo l'unico gruppo italiano con una piattaforma di gestione realmente internazionale, con professionisti presenti nelle principali piazze finanziarie e competenze in grado di sviluppare prodotti su tutte le asset class.
D. È una candidatura, o sta dicendo che siete in vendita?








