di
Andrea Rinaldi
La banca tedesca ha annullato le azioni proprie facendo salire Piazza Gae Aulenti poco sotto al 49%. Le speculazioni su Banco Bpm e il risparmio di Banca Generali
Andrea Orcel ha fatto suo il mantra che prima era di Carlo Messina: «Sul risiko restiamo osservatori». Tradotto: c’è troppa confusione, ci muoveremo quando i tasselli andranno a posto, soprattutto sugli sportelli eccedenti. Ma il ceo di Intesa Sanpaolo è poi passato all’azione e allora, per la proprietà transitiva, ci dovremmo aspettare il passaggio dalle parole ai fatti anche per manager al timone di UniCredit? L’istituto di Piazza Gae Aulenti ha appena portato a casa una quota di controllo di Commerzbank e lo aspettano mesi impegnativi, in cui dovrà far fronte agli esami di authority e regolatori, ma soprattutto armarsi di abile diplomazia per strappare l’ultimo miglio al governo tedesco, titolare del 12,7% della banca di Francoforte.
La scelta di CommerzAnzi Commerz ha annullato le azioni proprie portando la partecipazione di UniCredit al di sotto del 49%. L’impresa finora è costata la bellezza di 20 miliardi di euro mentre l’acquisto del 29,9% di Alpha Bank, finanziato nei primi due step con 293,5 milioni e 615 milioni, oggi vale 3,1 miliardi. A marzo Morgan Stanley stimava che UniCredit opererà con 7,5 miliardi di euro di capitale in eccesso entro il 2028. Insomma, c’è materiale per speculare su possibili nuovi M&A, anche se la partita Commerz è tutt’altro che finita e richiederà ulteriore assorbimento di risorse.







