La rublica Lex del Financial Times non usa mezzi termini e, con un’ironia tutta british, critica la doppia ops del Monte dei Paschi.

Sulla carta, secondo il quotidiano londinese, l'operazione ha una sua ratio dal punto di vista finanziario: 1,2 miliardi di costi sovrapposti da tagliare, con un valore attuale stimabile in 8,4 miliardi; considerando un dividendo straordinario da 4 miliardi prima della fusione, la quota del 50% nella nuova entità varrebbe secondo i calcoli della rubrica oltre 40 miliardi, il 15% sopra l'ultima capitalizzazione.

Viene tirata ballo anche la politica, citando la vecchia ambizione italiana di creare un terzo polo, in grado di competere con Intesa e Unicredit.

«Numeri da retro di busta a parte, l'idea è a dir poco stravagante», scrive Lex — e da lì elenca i punti deboli.

Innanzitutto è difficile convincere qualcuno che sia un’affare: i prezzi sono bassi.