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Definisce la Spagna una nazione "sorella", auspicando che «al più presto» possano essere revocati i controlli alle frontiere marittime e aeree scattati dopo l’emergenza di Ceuta e, dati alla mano, liquida come "sterili" le polemiche dell’opposizione legate ai cosiddetti "Dublinanti". In un’intervista all’ANSA il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi spazia del tema migranti alle questioni di politica interna. Ministro, lo stop al trattato Schengen con la Spagna scadrà il primo settembre, avete intenzione di prorogarlo? «È auspicio di tutti, soprattutto nostro, che al più presto vengano meno i motivi alla base del provvedimento. La Spagna è una Nazione sorella, un Paese amico che affronta sfide non dissimili da quelle con cui anche l’Italia deve cimentarsi. Su questo fronte non faremo mai mancare ogni nostro possibile sostegno e la nostra piena collaborazione». In questi giorni tiene banco la questione "Dublinanti" e di come il loro rientro in Italia sia una conseguenza negativa del Nuovo patto Asilo e Migrazione...

«Qualcuno ha fatto volutamente confusione o non conosce ciò di cui parla. Il nuovo Patto mantiene il meccanismo dei "dublinanti"- in vigore da decenni - ma introduce rilevanti e positive novità sul fronte del contrasto all’immigrazione irregolare. Dovranno essere finalmente tutti gli Stati membri a farsi carico del peso della pressione migratoria, che non viene più scaricata solo sui Paesi di primo ingresso». Dopo Germania, Svizzera e Austria anche Finlandia, Svezia e proprio oggi l’Olanda hanno fatto sapere che intendono rimandarli in Italia. Di che cifre parliamo? «Si parla di numeri molto bassi. Alcuni esponenti della nostra opposizione hanno esultato per l’ipotetica prospettiva che l’Italia sia in futuro sommersa dall’invio di molti 'Dublinantì. Ma le do un numero: su circa 50 richieste che finora ci sono pervenute, solo tre persone risultano essersi effettivamente presentate in Italia. Tre persone in due mesi: vale a dire, se continua così, una media di venti persone all’anno». Le opposizioni parlano di un 'boomerang' legato allo stop di Schengen, cosa risponde? «La reintroduzione dei controlli alla frontiera con la Spagna non ha alcuna attinenza con i possibili preannunciati rientri dei 'Dublinantì in Italia. Sono questioni completamente distinte. Si può sostenere il contrario solo per strumentalizzare e fare un pò di propaganda».