"La reintroduzione dei controlli alla frontiera con la Spagna non ha alcuna attinenza con i possibili preannunciati rientri dei 'Dublinanti' in Italia. Sono questioni completamente distinte. Si può sostenere il contrario solo per strumentalizzare e fare un po' di propaganda". A dirlo, intervistato dall'ANSA, è il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.
"Alcuni esponenti della nostra opposizione, pur di immaginare qualcosa che vada contro le nostre politiche, hanno esultato per l'ipotetica prospettiva che l'Italia sia in futuro sommersa dall'invio di molti dublinanti. Ma le do un numero: su circa 50 richieste che finora ci sono pervenute, solo tre persone risultano essersi effettivamente presentate in Italia. Tre persone in due mesi: vale a dire, se continua così, una media di venti persone all'anno".
"A Ceuta - ha detto il ministro dell'Interno - si è verificato un evento critico che ha esposto la Spagna, e di conseguenza tutta la Ue, a una grave minaccia sul piano dell'immigrazione e della sicurezza. La temporanea reintroduzione dei controlli alla frontiera si è resa necessaria a causa di oggettive condizioni di pericolo che, purtroppo, sono ancora sotto gli occhi di tutti. È auspicio di tutti, soprattutto nostro, che al più presto vengono meno i motivi alla base del provvedimento". "La Spagna è una Nazione sorella - sottolinea il ministro - un Paese amico che affronta sfide non dissimili da quelle con cui anche l'Italia deve cimentarsi. Su questo fronte non faremo mai mancare ogni nostro possibile sostegno e la nostra piena collaborazione".






