Due metalli, due termometri dell’economia industriale: rame e alluminio.

Entrambi stanno attraversando una fase interessante sui mercati, tra quotazioni elevate, domanda strutturale, tensioni sull’offerta e nuove incognite geopolitiche.

Sebbene abbiano registrato una forte performance a partire dagli annunci sui dazi statunitensi di inizio 2025 (+59,5% e +26,2%, rispettivamente), i fattori fondamentali alla base di questo andamento sono diversi e, in alcuni casi, contrastanti, osserva Varun Sikka, analista di AlphaValue.

Sebbene il rame sia stato molto volatile, ora presenta un vantaggio rispetto all’alluminio: ha riconquistato i suoi massimi storici a 14.527,50 dollari per tonnellata a gennaio di quest’anno, il rivale di sempre no (record a 4.073,50 dollari per tonnellata a marzo 2022 sulla scia dell'invasione russa dell'Ucraina e dei conseguenti timori sulle forniture).

I dazi Usa I timori relativi alle tariffe Usa hanno innescato una corsa verso la maggior parte dei metalli di base, poiché i mercati temevano un’applicazione generalizzata delle tariffe.