Il professore di Economia dell'Università di Milano considera scontata la proroga del taglio dell'accise ma, rileva, sarà assorbito dai margini di raffinazione e non necessariamente arriverà agli automobilisti. Su Mps: "Non è compito del governo costruire a tavolino il proprio polo bancario preferito"

Caro carburanti, il futuro dell’ex Ilva, l’avvio del cantiere della manovra con le prime frizioni nella maggioranza sul nuovo contributo delle banche proposto dal vicepremier Salvini. Sono alcuni dei dossier caldi sul tavolo del governo, che sta seguendo con particolare interesse la doppia partita di Mps, con le Opas su Banco Bpm e Banca Generali, per provare a contrastare il piano di Intesa Sanpaolo. Ne parla con Adnkronos Marco

Leonardi, professore di Economia all’Università di Milano e già capo dipartimento programmazione economica presso la Presidenza del Consiglio dei ministri durante il governo Draghi.

La corsa dei carburanti non si arresta, anche la benzina ha sfondato il tetto dei due euro, il gasolio resta saldamente sopra la soglia, erodendo le misure disposte dal governo per calmierarne il prezzo, che resteranno in vigore fino al 25 agosto. Le associazioni prospettano “una stangata senza precedenti sul controesodo”, chiedendo la proroga e l’estensione alla benzina del taglio sulle accise. Ritiene che si procederà su questa strada?