Una riduzione del Pil italiano compresa tra l’1,6% e il 6% entro il 2050, danni diretti alle infrastrutture fino a 5 miliardi di euro l’anno e costi complessivi che, includendo gli effetti indiretti, potrebbero raggiungere i 18 miliardi. La crisi climatica è già un rischio economico e finanziario per il Paese, destinato ad aumentare insieme alle temperature.
Le stime arrivano dal rapporto «Il rischio climatico in Italia. Dagli scenari alle proposte di intervento», elaborato da Deloitte con il Politecnico di Milano, l’Università Ca’ Foscari, lo European University Institute e Ipsos-Doxa. Stime che peraltro appaiono fin troppo conservative, dato che altri studi suggeriscono come le sole ondate di calore di quest’estate siano costate all’economia italiana 22 miliardi di euro.
A illustrare i nuovi risultati sono Elio Santoro, general manager di Deloitte Climate & Sustainability, e Giuseppe Mazzotta, GenAI Market Activation Leader & Enterprise Technology Transformation Leader.
Nel corso dell’estate Francia, Germania, Italia, Spagna e Inghilterra meridionale hanno sperimentato temperature comprese tra 5 e 12°C sopra le medie stagionali, secondo l’analisi di World weather attribution richiamata dagli esperti. Gli ultimi undici anni sono stati classificati dalla World meteorological organization come i più caldi mai registrati, mentre nel 2024 e nel 2025 la temperatura media globale si è avvicinata a 1,5°C sopra i livelli preindustriali.







