Dal caldo record alle piogge estreme, l’estate italiana continua a mostrare gli effetti di un clima sempre più instabile. E dietro gli eventi meteorologici estremi cresce anche il conto economico: il cambiamento climatico potrebbe arrivare a ridurre il Pil italiano fino al 6% entro il 2050, mentre i danni complessivi alle infrastrutture potrebbero raggiungere 18 miliardi di euro l’anno.
È il quadro tracciato dal report “Il rischio climatico in Italia. Dagli scenari alle proposte di intervento”, elaborato da Deloitte con Politecnico di Milano, Università Ca’ Foscari, European University Institute e Ipsos-Doxa e ripreso da Elio Santoro, General Manager di Deloitte Climate & Sustainability, e Giuseppe Mazzotta, GenAI Market Activation Leader & Enterprise Technology Transformation Leader.
L’estate in corso offre già un’anticipazione del problema. Secondo World Weather Attribution, Francia, Germania, Italia, Spagna e Inghilterra meridionale hanno registrato durante le ondate di calore temperature tra 5 e 12 gradi superiori alle medie stagionali. Una traiettoria destinata ad accentuarsi. L’Europa si sta riscaldando a una velocità doppia rispetto alla media globale e l’Italia, anche per la sua posizione nel Mediterraneo, è tra i Paesi più esposti. Le proiezioni indicano un aumento delle temperature superiore a 2 °C rispetto all’epoca preindustriale già entro dieci anni.







