Sembrava una cautela precauzionale, invece il misterioso infortunio al ginocchio che ha colpito Jannik Sinner è stato così grave da costringerlo a rinunciare agli Us Open. Se saltare i due Masters 1000 agostani in Canada e in Ohio sembrava tutto sommato accettabile, dare forfait nell’ultimo Slam stagionale sul cemento di New York è un sacrificio duro da digerire. Lo dimostra la stessa carriera di Sinner: da quel primo turno giocato proprio agli Us Open 2019, suo debutto nei Major, l’altoatesino non aveva mai rinunciato a giocare uno Slam. Aveva saltato Olimpiadi, Coppa Davis, diversi altri tornei. Ma si era sempre presentato ai 4 appuntamenti che scandiscono la stagione del tennis.
Quando Sinner scrive di essere “molto triste e deluso“, quindi, viene facilmente da credergli. Per altri svariate ragioni: nelle ultime due annate aveva sempre vinto almeno due Slam, mentre quest’anno dovrà accontentarsi (tra milioni di virgolette) di Wimbledon. A livello di Major, escluso il capolavoro sull’erba, è stata una stagione difficile: semifinale in Australia (il “suo” torneo), secondo turno al Roland Garros e ora niente Us Open. Sul cemento americano, inoltre, Sinner avrebbe avuto l’occasione di prendersi la rivincita con Carlos Alcaraz, magari di avvicinarlo nel conto totale degli Slam, dove lo spagnolo è già a quota 7 e l’altoatesino insegue con 5 trionfi.













