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I giorni che passavano non lasciavano troppi spiragli. E infatti, nonostante un certo ottimismo trapelato, alla fine Jannik Sinner si è dovuto arrendere: agli Us Open non ci sarà.Niente ultimo Slam della stagione per il n.1 del tennis mondiale fermato da un problema al ginocchio destro, evidentemente più serio di quanto si potesse immaginare all’inizio. «Nonostante il duro lavoro svolto con il mio team e lo staff medico, abbiamo dovuto prendere la difficile decisione di non partecipare agli US Open di quest’anno - l’annuncio che i tanti fan non volevano arrivasse -. Siamo tornati ad allenarci a Montecarlo negli ultimi giorni e ci siamo resi conto di aver bisogno di più tempo per recuperare dal problema al ginocchio destro. Sono ovviamente molto triste e deluso, dato che New York occupa un posto speciale nel mio cuore».Sinner out dal trionfo di Wimbledon
Sinner non gioca dal trionfo bis a Wimbledon: il fastidio al ginocchio lo ha poi costretto a rinunciare ai Masters di Montreal e Cincinnati, entrambi tappe di avvicinamento allo slam americano. E così Flushing Meadows - torneo al via dal 30 agosto al 13 settembre - potrà celebrare il grande ritorno in campo di Carlos Alcaraz e fare a meno del n.1, prontamente cancellato dalla entry list ufficiale dell’Open a stelle e strisce: già, perché lo spagnolo, fermo ai box da aprile per un problema al polso, ha appena annunciato che riprenderà la sua corsa per tornare n.1 proprio sul cemento americano. «Non vedevo l’ora di tornare a giocare in quell'atmosfera elettrizzante, davanti a un pubblico fantastico», le parole amare di Sinner che del resto dopo il crollo al Roland Garros aveva detto di ascoltare e assecondare i segnali del corpo. Dopo le diverse terapie anche con onde d’urto, Sinner da inizio settimana aveva ripreso ad allenarsi nel Principato, ma non con quell'intensità adeguata alla preparazione dello Slam Usa. La rinuncia, anche se il guaio fisico non dovrebbe essere di grave entità, è nell’ottica di preservare l’atleta ed evitare ricadute peggiori. Sinner, primo a vincere tutti i primi cinque Masters 1000 della stagione, è diventato il secondo ad averli vinti tutti almeno una volta; ha poi conquistato il secondo titolo consecutivo a Wimbledon, ma ha dovuto rinunciare a partecipare appunto a Montreal e Cincinnati: «Non è mai facile rinunciare a un evento così importante, ma crediamo che sia la scelta migliore per preservare la mia salute fisica» aveva detto prima del no al 1000 canadese».











