di
Fabio Savelli
I prezzi del gas europeo tornano ai massimi dal 2023 per le tensioni in Medio Oriente e il blocco del Gnl. Con gli stoccaggi europei ai minimi dal 2009, cresce il rischio di rincari in vista dell’inverno e dell’accensione dei riscaldamenti
Torna a salire la tensione sul mercato europeo del gas e, con l’inverno ancora lontano ma sempre più vicino, cresce il timore che le scorte non siano sufficienti ad affrontare i mesi di maggiore consumo. Al mercato di riferimento europeo Ttf di Amsterdam i future sul metano hanno raggiunto quota 66,3 euro per megawattora, in rialzo dell’1,64%, sui livelli più elevati dal gennaio 2023. Nell’ultima settimana i prezzi sono aumentati di oltre l’8%, spinti dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalle difficoltà negli approvvigionamenti di gas naturale liquefatto (Gnl).
Il blocco dei transiti ad HormuzA preoccupare gli operatori è soprattutto il blocco dei transiti attraverso lo Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi energetici mondiali. Le restrizioni hanno rallentato o fermato diversi carichi di Gnl provenienti dal Qatar, uno dei maggiori esportatori globali. Di conseguenza le utility europee sono costrette a contendersi le forniture disponibili con gli acquirenti asiatici, facendo lievitare i prezzi. Il problema, però, non riguarda soltanto l’offerta. L’estate particolarmente calda sta aumentando i consumi energetici per il raffrescamento di abitazioni e uffici, riducendo la quantità di gas che può essere immessa nei depositi di stoccaggio. Una situazione che rischia di complicare la preparazione alla stagione fredda, quando la domanda di metano aumenta sensibilmente per alimentare i sistemi di riscaldamento domestici e industriali.










