Roma, 8 luglio 2026 – Mentre tutti ci affanniamo alla ricerca di spazi muniti di aria condizionata, c’è chi, in Europa, si preoccupa per le forniture di gas in vista dell’inverno: è nei mesi estivi, infatti, che si ricostituiscono le riserve necessarie ad affrontare i mesi freddi e il conseguente rimbalzo dei consumi. Un percorso che, per i Paesi Ue, comincia il 1° aprile: attualmente, secondo i dati di Gas infrastructure Europe, le scorte sono di poco superiori al 50% della capacità di stoccaggio. È la prima volta da gennaio 2026: se la risalita dei livelli di stoccaggio poteva far sperare in un possibile allentamento delle quotazioni, il riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente (con l’operazione militare statunitense sferrata in risposta alle azioni di Teheran contro le navi commerciali nello stretto di Hormuz) ha fatto schizzare nuovamente il prezzo del gas.

La concorrenza con l’Asia

Un’ulteriore conferma che le turbolenze sui mercati provocate dal conflitto mediorientale siano destinate a protrarsi a lungo è arrivata, ieri, anche dall'Iea: secondo l’agenzia internazionale dell’energia, gli effetti sull’offerta di gas naturale si faranno sentire almeno fino al 2027. Dopo la fine della tregua tra Usa e Iran, annunciata oggi ufficialmente dal presidente americano Donald Trump, le quotazioni del gas naturale sono, in effetti, balzate a quota 48,24 dollari l’oncia (+3,56% rispetto a ieri). I contratti future sul mese di agosto hanno toccato un rialzo del 5,22% a 46,44 euro al MWh, portandosi sui livelli dello scorso 12 giugno.