Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiFarsi un canale tv in casa, per poi distribuire le partite di calcio al resto del mondo, per una lega non è un lavoro semplice. Lo sta dimostrando il caso della Ligue de football professionnel, la lega calcio francese, che lo scorso anno ha lanciato Ligue 1+, la piattaforma che ha trattenuto i diritti domestici e che offre le partite al pubblico direttamente ma anche attraverso distributori, dalle telco ai servizi streaming.

Durante la presentazione della nuova stagione di calcio, il direttore generale, Olivier Bramly, arrivato a luglio di quest'anno, ha detto che è stata la strada migliore da seguire e ribadito la strategia di Ligue 1+: iperdistribuzione, ovvero ampliare il più possibile il numero di piattaforme che rivendono il prodotto e arrivare agli 1,3 milioni di abbonati. La Lfp vuole rendere accessibili le partite a tutti i tifosi, pur rispettando le strategie commerciali dei propri partner.

Il confronto con la Lega Serie A

Osservare ciò che accade Oltralpe è importante per la Lega Serie A italiana. Da tempo si discute della realizzazione di un canale proprio, eventualità che emerge soprattutto all'avvicinarsi delle aste per i diritti tv. Il progetto, per il quale si è parlato del possibile ingresso di fondi di private equity, non si è mai realizzato. L’ipotesi, comunque, resta in piedi: anche le ultime linee guida per la commercializzazione dei diritti tv 2029-2034 al vaglio di Agcom e Antitrust (si veda ItaliaOggi del 6/8/2026) affermano che se le procedure competitive o le trattative domestiche falliscono, la Lega può distribuire direttamente un proprio canale B2C/B2B2C a pagamento. Avere qualcuno di così vicino che ha già battuto questa strada può quindi dare indicazioni preziose sulla validità o meno dell'approccio.