È l’avatar di Iohannis di Misia, il protagonista della ricostruzione della Cattedrale di Pesaro in epoca bizantina, ad accompagnare i visitatori in un viaggio immersivo attraverso sedici secoli di storia. Allo stesso tempo a Verona si diffonde fra le varie sedi dell’università il Museo del Contemporaneo, un progetto di arte corale e inclusiva nato dalla convinzione che le opere visive possano svolgere un ruolo attivo all’interno degli atenei, contribuendo alla formazione e al dialogo presente tra i saperi. Un progetto che trasforma la collezione in uno spazio aperto di conoscenza e confronto mettendo in relazione università, città e comunità. Mentre a Sogliano al Rubicone, in Romagna, il Museo del Disco d’Epoca, all’interno di Palazzo della Cultura, frutto del collezionismo di Roberto Parenti, ripercorre la storia della discografia in 7 sale che meritano più visite per la ricchezza del patrimonio esposto: dai cilindri a cera al primo walkmann della storia, ispirato ai registratori microfonati dei giornalisti e creato su richiesta del presidente della Sony, fino al grammofono portatile svizzero, il più piccolo mai esistito e ai mini disc di Michael Jackson, esempio di grande innovazione per la loro “memoria solida”. Fra statue spettacolari dalle dimensioni considerevoli di Elvis Presley, le statuette dei Led Zeppelin e una ricostruzione della copertina di Abbey Road dei Beatles con tanto di sfondo illuminato. Le pareti sono tappezzate da dischi d’oro, d’argento e di platino certificati dalla Riaa (Recording Industry Association of America), che garantisce la veridicità dei successi raggiunti dagli artisti nella vendita degli album (www.museodeldiscodepoca.com).