Il governo ha 14 miliardi ‘extra’ da spendere in tre anni per affrontare la crisi energetica. Sarà “fondamentale” puntare anche sulle caldaie, come ha detto il ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin, per sostenere chi vuole passare da una caldaia alimentata con combustibili fossili a una pompa di calore, che va a elettricità. Il bonus potrebbe essere inserito già prima della prossima legge di bilancio.
Nei prossimi mesi potrebbe scattare un nuovo bonus caldaie dedicato alle pompe di calore. Per il momento si tratta di ipotesi, supportate però dalle parole del governo. Il motivo è che l'Italia, a partire da settembre-ottobre, avrà a disposizione circa 14 miliardi di euro in più da investire in misure contro il caro energia. Sono esclusi, però, interventi diretti sui prezzi come tagli delle accise o bonus in bolletta. Bisogna puntare sulla transizione verde, per ridurre le emissioni inquinanti (e risparmiare): per il ministro dell'Ambiente Pichetto Fratin sarà "fondamentale" puntare sulle caldaie, per assistere chi vuole sostituire un mezzo alimentato a gas con una pompa di calore elettrica.
Sui soldi a disposizione bisogna fare alcuni chiarimenti. Non si tratta di fondi europei: l'Unione europea ha concesso, su richiesta di alcuni Paesi, la possibilità di ‘sforare' rispetto ai rigidi paletti fissati per i conti pubblici. In sostanza, gli Stati potranno indebitarsi più di quanto gli sarebbe normalmente consentito, se lo fanno per investire in misure contro la crisi energetica e per la transizione green. Il governo Meloni ha già chiarito che intende farlo: in autunno chiederà al Parlamento di autorizzare uno scostamento di bilancio (ovvero una spesa in più rispetto a quelle previste a inizio anno) che potrà valere fino allo 0,6% del Pil, ovvero circa 14 miliardi di euro. Questa somma andrà però divisa nell'arco del 2026, 2027 e 2028. Insomma, non si può usare tutta in un unico maxi-provvedimento.






