«Era tutta la mia vita, il motivo per cui mi svegliavo alla mattina e lo rimarrà per sempre». La perdita di un figlio è un dolore agghiacciante, che toglie il fiato. Chiara, la madre di Marco Farinella, fa fatica a parlare. Sulla strada di Valgera, il futuro di Marco, 16 anni, un ragazzo che correva incontro al mondo in sella alla sua Ktm 125, si è interrotto. Lunedì pomeriggio, il silenzio della frazione è stato squarciato da un impatto brutale contro un’auto che viaggiava nel senso opposto, lasciando sul posto soltanto i tragici frammenti di un sogno adolescenziale che si è interrotto troppo presto. Il papà Orazio Farinella, da tutti conosciuto come “Naccio”, tra confusione e dolore, cerca di dare un senso a un vuoto incolmabile, e ripercorre quei momenti carichi di angoscia: «Mi hanno avvertito alle 13,30 e mi sono precipitato sul luogo dello schianto».
«Gli rimangono due ore di vita» Poi, il calvario nell’ospedale di Alessandria, dove il tempo si è fermato: «Marco aveva perso troppo sangue. I medici lo hanno operato a entrambi i femori, ma la tac ha mostrato un trauma cranico devastante; la pressione e l’ossigenazione erano ridotte al minimo, rendendo ogni tentativo vano». Davanti al corpo del figlio, incosciente e sedato in rianimazione, Orazio ha affrontato l’abisso, ponendo ai medici l’interrogativo più doloroso: «Quanto tempo gli rimane? Giorni, settimane?».







