ROVOLON - La passione per lo sport, l'impegno con i giovani del territorio, il legame con la famiglia. I suoi 22 anni pieni di entusiasmo, il nuovo lavoro che lo impegnava da qualche mese e un futuro tutto da costruire. Marco Miotto aveva compiuto 22 anni il 12 gennaio e viveva in via Roma, con la sua famiglia, alle porte del centro di Bastia di Rovolon. Una famiglia conosciuta in paese, papà Gianni e mamma Elisabetta lavorano entrambi all'Euganea Vasi, la nota azienda che si trova all'ingresso del capoluogo. Mentre il ventiduenne lavorava da qualche mese alla ditta metalmeccanica HTC Italia di Ponte di Barbarano nel vicentino.
Una tragedia quella accaduta lungo via Pozzetto che ieri mattina è piombata sulla comunità di Rovolon che, per qualche ora, è rimasta sospesa sperando che le condizioni del ragazzo potessero, con il passare del tempo, dare qualche segnale di ripresa. Ma purtroppo così non è stato e già nel pomeriggio di ieri è giunta la conferma che i gravi traumi che il ventiduenne aveva riportato nell'incidente non gli avevano lasciato alcuna possibilità. Fra i primi a sapere del grave lutto che ha colpito la comunità il sindaco Ermanno Magagnin. «Ho saputo di questa immensa tragedia stamattina (ieri, ndr) ha detto il primo cittadino Magagnin si tratta di un dramma che prima mi colpisce come genitore. La morte di un giovane ragazzo è un dolore che ci lascia senza parole, tragedie che non dovrebbero mai accadere. È una ferita che colpisce tutta la nostra comunità. Non possiamo che stringerci al dolore dei genitori e della sorella, in questo momento il mio pensiero, ma immagino quello di tutta la comunità, va a loro che stanno vivendo questo dramma. Mi stringo a loro con un fortissimo abbraccio».






