Bruxelles – Caldo e incendi un binomio terribile per l’Europa, come dimostra la cronaca dell’estate in corso, che sarà sempre più la prassi. I ricercatori avvertono: anche nello scenario più ottimistico in termini di lotta al surriscaldamento del pianeta, gli incendi boschivi interesseranno il 39 per cento in più del territorio europeo entro la fine del secolo. È quanto rileva uno studio di fresca pubblicazione, dove all’allerta si accompagna una clausola di sostenibilità: l’aumento degli incendi è inevitabile “a meno che non vengano intraprese azioni per gestirli meglio”.L’equipe di ricercatori insiste dunque sulla necessità di prevenzione, sensibilizzazione e mitigazione del rischio, quello su cui faticosamente lavora la Commissione europea. Ma per eradicare la piaga dei roghi estivi occorre un impegno serio sul fronte delle politiche per il clima, perché il legame tra cambiamento climatico e fiamme è forte e difficile da spezzare, rileva la pubblicazione.“Le condizioni meteorologiche favorevoli agli incendi e la capacità di gestione degli incendi sono fattori determinanti“, la premessa contenuta nello studio a firme di 11 ricercatori ed esperti internazionali. Ne consegue che occorre attivarsi su entrambi i fronti. Sul fronte del tempo atmosferico, “entro la fine del secolo, il solo intensificarsi delle condizioni meteorologiche favorevoli agli incendi potrebbe aumentare la superficie annuale bruciata di circa il 39 per cento in uno scenario a basse emissioni e di quasi il 192 per cento in uno scenario ad alte emissioni”. Questo implica prediligere politiche di sostenibilità, e accelerare sullo sviluppo di sistemi di risposta al fuoco.“Il continuo miglioramento della capacità di gestione degli incendi potrebbe mitigare sostanzialmente questi aumenti, riducendo la superficie bruciata tra il 72 per cento e il 92 per cento rispetto agli scenari senza tali miglioramenti”, rileva la studio. Attenzione, però: investire nel servizio anti-incendio senza contrastare il cambiamento climatico rischia di essere controproducente, perché “in presenza di un forte cambiamento climatico, l’attività degli incendi continuerà ad aumentare in circa il 55 per cento delle regioni europee soggette a incendi, anche se gli investimenti nella capacità di gestione degli incendi proseguono ai livelli attuali”. In sintesi: nel complesso, il miglioramento della capacità di gestione degli incendi boschivi “ha il potenziale per limitare notevolmente l’impatto del peggioramento delle condizioni meteorologiche favorevoli agli incendi, ma potrebbe non compensare completamente i forti impatti del cambiamento climatico”. Unione europea e governi degli Stati membri sono avvertiti.