di
Tiziano Grottolo
La Società alpinisti tridentini ha chiesto di rimuoverla. Lo storico gestore del rifugio Capanna Punta Penia: «Non ci si può girare dall'altra parte rispetto a quello che sta succedendo in Palestina»
Da ormai due anni al Rifugio Stivo «Prospero Marchetti» sventola la bandiera rossa, nera, bianca e verde della Palestina. E da due anni la Società Alpinisti Tridentini (Sat) — proprietaria della struttura che domina Arco e le Prealpi Gardesane — chiede al gestore di rimuoverla. Secondo la Sat ciò che viene esposto in rifugio «è inevitabilmente percepito all’esterno come espressione della stessa e non solo come posizione personale del gestore». Tuttavia, in molti si sono schierati al fianco dell’attuale gestore, Alberto Bighellini. Tra questi c’è anche lo scrittore Carlo Budel, la «Sentinella delle Dolomiti», storico gestore di Capanna Punta Penia sulla Marmolada. «Ho sempre sentito parlare bene di Alberto e della sua gestione del rifugio — osserva lo scrittore — esponendo la bandiera ha preso una posizione e io sono totalmente d’accordo. In questi giorni gli ho scritto per esprimergli la mia solidarietà».
«L'avrei esposta anche io»Oggi Budel vive nella casa che ha ristrutturato nelle montagne tra Feltre e Belluno ma di una cosa è certo: «Se fossi ancora a Capanna Punta Penia avrei esposto pure io la bandiera della Palestina. All’epoca non avevo nemmeno quella italiana ma solo la bandiera ladina (tricolore orizzontale formato da una fascia azzurra, una bianca e una verde in basso, ndr). Va detto che al Rifugio Stivo, oltre a quella palestinese, sventolano anche le bandiere di Trentino, Italia, Europa e quella della Sat. «In Palestina — prosegue lo scrittore — sta avvenendo qualcosa di completamente sbagliato. Abbiamo la memoria corta: si parla di quello che è successo durante il nazismo ma ciò che accade oggi non è poi tanto diverso. Chi vuole togliere la bandiera lo fa perché preferisce girarsi dall’altra parte e proprio non lo capisco». Detto questo, Budel è comunque convinto che la maggioranza delle persone stia dalla parte del gestore dello Stivo: «La bandiera della Palestina è un simbolo di pace. È vero che la struttura è proprietà della Sat ma per chi gestisce un rifugio quella diventa una casa».







