Una malattia diventata rara grazie alla vaccinazione, ma che può avere conseguenze gravissime, fino all’ostruzione delle vie aeree e alla morte. A spiegare come si manifesta la difterite, quali sono i rischi, come avviene il contagio e cosa fare in caso di contatto è Antonio Cascio, direttore dell’Unità operativa di Malattie infettive del Policlinico di Palermo.Professore Cascio, di che malattia si tratta?«È provocata da un batterio che produce una tossina. Si presenta principalmente in due forme, respiratoria e cutanea. Quella respiratoria colpisce più frequentemente tonsille e faringe, ma può interessare anche naso e laringe. Può inoltre provocare complicanze importanti al cuore, al sistema nervoso e ai reni».Quali sono i primi sintomi?«L’esordio può essere subdolo: malessere, raucedine, difficoltà a deglutire, gola arrossata, lieve febbre e mal di gola. Inizialmente può entrare in diagnosi differenziale con altre patologie, come la mononucleosi infettiva».Quando la malattia diventa riconoscibile?«Quando è conclamata compaiono le caratteristiche pseudomembrane grigiastre, che aderiscono a tonsille, naso o faringe. Se il medico prova a rimuoverle, il tessuto sottostante sanguina. Tendono a estendersi e, se si distaccano, possono provocare un soffocamento acuto».È così che si arriva all’insufficienza respiratoria?«La difterite può provocare un’ostruzione delle vie aeree che porta all’insufficienza respiratoria e, nei casi più gravi, alla morte».Quali altri segnali indicano una forma grave?...L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola oggi