Sullo stesso argomento:

a

C’era una volta un programma d’inchiesta. Anzi, secondo molti, il programma d’inchiesta per eccellenza: si chiama Report e dal 1997 viene trasmesso dal terzo canale della tv pubblica. Poi, però, qualcosa cambia radicalmente: il giornalismo investigativo che caratterizzava il format da oltre vent’anni lascia il passo a servizi sempre più "politici" e politicamente orientati da una parte soltanto - che, va da sé, non è la sinistra. Il punto centrale è che questa mutazione genetica avviene in un momento preciso, ovvero quando - per la prima volta dai tempi di Silvio Berlusconi - in Italia si è insedia un governo di centrodestra "puro", quello guidato da Giorgia Meloni. Ed è lì che tutto cambia: dagli approfondimenti sui temi più disparati, si passa d’improvviso ad inchieste quasi monotematiche, con al centro esponenti, ministri provvedimenti, azioni, dichiarazioni, intenzioni tutte sempre, comunque, ossessivamente riconducibili al mondo del centrodestra. E, come vedremo, non si tratta di un semplice cambio di linea editoriale, quanto piuttosto di una giravolta totale, di una metamorfosi kafkiana.

A dirlo non siamo noi, ma un’analisi attenta delle puntate andate in onda negli anni, non fondata sulla qualità del prodotto, ma sugli argomenti trattati e sul modo in cui ciò è stato fatto. Abbiamo preso in esame tre intere stagioni del programma: la prima risalente al 2014/2015, sotto la conduzione di Milena Gabanelli; la seconda, del 2019/2020, tra le prime sotto la gerenza di<ET>Sigrfirdo Ranucci; la terza, che va dall’autunno 2024 alla primavera 2025, condotta ancora da Ranucci. Ebbene, ciò che è emerso da questa analisi è tanto lapalissiano quanto sorprendente: con l’arrivo del Governo Meloni l’approccio della trasmissione è nettamente cambiato, con un’impennata delle inchieste che riguardano o coinvolgono politici di centrodestra, che diventano predominanti: sono oltre la metà (68 su 117), con soltanto 3 servizi dedicati al centrosinistra.