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Lo stadio “Marulla” continua a generare polemiche, musi lunghi, attacchi e giustificazioni. I lavori finanziati dal Cipess per consentire l’avvicinamento delle curve al manto erboso non sono ancora iniziati ma già da alcuni mesi hanno scatenato un fiume di discussioni animate in città.Gli ultimi sviluppi legati all’impianto di via degli Stadi, tuttavia, hanno dell’incredibile. A giugno scorso il Comune ha disposto la sospensione della convenzione sottoscritta con il Cosenza a partire da lunedì scorso e fino al 31 dicembre del prossimo anno. Malgrado in questo periodo non siano intervenuti aggiornamenti di alcun genere, negli ultimi giorni sul web sono comparse delle foto che testimoniano come il gruppo di calciatori rossoblù si sia continuato ad allenare nello stadio comunale nei primi giorni di questa settimana. Il fatto ha sollevato la reazione della tifoseria silana, la stragrande maggioranza della quale è da ormai oltre un anno in aperta rottura con la proprietà del club. Il presidente Eugenio Guarascio e l’amministratrice unica Rita Rachele Scalise, infatti, godono ormai di pochissimi amici in riva al Crati.
I tifosi, però, si sono chiesti da che parte stia il Comune, dal momento che nonostante la revoca della convenzione il Cosenza abbia continuato ad allenarsi tra “Marulla” e “Delmorgine” nei primi giorni della settimana.Ieri, alla luce di ciò, Franz Caruso ha utilizzato i social per professarsi ignaro della situazione: «Ho appreso del presunto illegittimo utilizzo dello stadio “Marulla” da parte del Cosenza calcio in violazione dell’ordinanza di inibizione all’utilizzo dello stesso da me emessa. Ho già dato immediato mandato al dirigente della Polizia municipale di verificare la veridicità dei fatti e di pretendere l’immediata consegna delle chiavi della struttura con la chiusura dello stesso. Se i fatti dovessero essere confermati, provvederò a denunciare l’accaduto alla Procura della Repubblica per accertare eventuali responsabilità da parte del Cosenza calcio». Un messaggio che a molti è sembrato tanto di “toppa” mal riuscita. Come è possibile che il primo cittadino non fosse a conoscenza di ciò che accada all’interno di un bene comunale? Questa è la domanda che tanti cittadini si sono posti. In particolare, la tifoseria si chiede se le parti siano in combutta oppure no. Specie perché prima della sospensione aveva invocato a gran voce alla giunta comunale di estromettere la squadra silana dallo stadio.








