Questa è la storia della sarta che ricuce l’assenza. La storia inizia sempre con un pacco che arriva senza preavviso, come le brutte notizie. Dentro c'è una felpa. È di Matteo, che in famiglia chiamavano Spiderman: da piccolo si arrampicava dove nessuno osava. A vent'anni ha deciso di non vivere più: è morto volando da un balcone. La felpa profuma ancora di lui. Un altro giorno arriva il pigiama di un nonno, spedito da una nipote che non ha fatto in tempo a salutarlo. Nel pacco c'è anche una lettera scritta a mano, affidata a una sconosciuta.

Poi arriva uno scatolone con tre firme: tre sorelle hanno mandato insieme gli abiti della madre, morta poche settimane prima.E c'è chi, oltre alla maglia del padre, mette nel pacco un flacone di dopobarba. La richiesta è semplice e impossibile: «Può spruzzarne un po' sul pupazzo? Voglio che abbia ancora il suo profumo».Ad aprirli è Giada Drazza. A Torchiarolo, tra ulivi e mare, poco più di cinquemila abitanti tra Brindisi e Lecce. Tata Creativa non ha mai rilasciato un'intervista: le famiglie in lutto di mezza Italia, Svizzera, Germania e Francia la trovano soprattutto online, passaparola. Quasi mille, finora, le hanno affidato l'ultimo indumento di chi amavano. E bisogna aspettare. Otto mesi è l'attesa minima. Il Natale è già sold out: chi scrive oggi entra in lista a partire da febbraio 2027.