"Il Mediterraneo occidentale presenta oggi una quantità di calore eccezionalmente elevata, con temperature superficiali su valori record nell’era osservativa. Se allarghiamo il confronto al clima globale, per trovare periodi termicamente comparabili bisogna risalire molto indietro: l’Ipcc indica l’ultimo interglaciale, circa 125mila anni fa, come il più recente periodo candidato a temperature globali analoghe o superiori a quelle attuali".

Francesco Meneguzzo, fisico, meteorologo e ricercatore Cnr, nuovo commissario straordinario del Consorzio Lamma, parte da questo quadro per spiegare la forza potenziale e soprattutto l’incertezza del peggioramento atteso su Pisa e sulla Toscana.

"Da un punto di vista meteorologico ci muoviamo in un territorio con pochi analoghi recenti: siamo alle medie latitudini, quindi attraversati normalmente dalle perturbazioni, ma oggi queste interagiscono con un Mediterraneo che in vaste aree presenta temperature superficiali tipiche di mari tropicali. È una combinazione che può mettere a disposizione dei sistemi temporaleschi quantità molto elevate di energia e umidità".

Meneguzzo, come si articolerà il peggioramento su Pisa e provincia?

"Sono previste due fasi. Una prima era attesa nella notte con fenomeni più sporadici soprattutto lungo la fascia costiera, dalla Versilia verso sud. Una seconda fase, più organizzata, è prevista nel corso della mattina, indicativamente tra le 8 e le 12-13, e dovrebbe attraversare la regione. Ai temporali potranno associarsi forti raffiche di vento".