Pesaro, 21 agosto 2026 – Sorridono, ma non dimenticano il disagio subito in prima persona e quello sofferto dalla loro clientela a Ferragosto, quando la città per oltre 48 ore è rimasta senz’acqua per via di tre rotture tre, in rapida sequenza, dell’acquedotto. Sorridere è segno di accoglienza, ma il magone, un misto tra stizza e voglia di rivalsa, è un blocco sullo stomaco che non passa nonostante l’emergenza sia rientrata.

Si va verso la class action?

Giada De Simoni, responsabile di Confartigianato

“Sì, anche perché molti hanno accusato danni tanto materiali quanto d’immagine – osserva Giada De Simoni, responsabile Confartigianato Ancona Pesaro Urbino – e ieri, con davanti agli occhi gli F24 in scadenza per saldare Inps e Iva, è stato, per loro contribuenti, come ricevere un secondo schiaffo. Rabbia e nervosismo diventano comprensibili se si pensa che le attività economiche pagano lo scotto di mancati guadagni per uno o due giorni senza incassi a causa della rottura di una rete acquedottistica per cui invece sostengono in bolletta una costosa manutenzione. Stressante è stata poi l’esperienza di far buon viso a cattivo gioco con la propria clientela – prosegue De Simoni – spesso inferocita dal veder rovinata la propria pausa ferragostana”.