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Jori Diego Cherubini

Nel primo caso si tratta di «caccia di selezione» per mantenere l'equilibrio, nel secondo l'obiettivo è quello di limitare il proliferare di una specie alloctona. Michela Vittoria Brambilla: «Una vergogna»

In Toscana si lucidano le doppiette. Quest'anno infatti c'è la possibilità da parte dei cacciatori toscani di sparare all'ibis sacro e alle femmine di capriolo.

Se nel primo caso l'obiettivo è quello di limitare il proliferare di una specie alloctona - accusata, in particolare, di danneggiare la biodiversità predando uova e pulcini di uccelli autoctoni - nel secondo caso si tratta di «caccia di selezione», una pratica regolamentata che punta a mantenere l'equilibrio ecologico e biologico degli animali presenti sul territorio.